Alta Valtellina, incontro sul requisito associativo

Per i referenti del comprensorio lombardo fondamentale il ruolo della Regione soprattutto nel coordinamento dei rapporti con i diversi ministeri

 
 
“L’avvio della SNAI ha permesso ai comuni di collaborare molto di più di quanto facessero prima, questa collaborazione consolidata è un successo della Strategia”. Così si è espresso Silvio Baroni segretario della Comunità Montana Alta Valtellina che ricomprende i cinque comuni dell’area omonima nel corso dell’incontro per analizzare l’evoluzione del requisito associativo, condizionalità prevista per l’ammissibilità alla Strategia nazionale per le aree interne (SNAI).
 
 L’attività di monitoraggio – realizzata nell’ambito del progetto attuato da Formez PA “La Strategia nazionale per le aree interne e i nuovi assetti istituzionali” – dopo le prime 20 aree SNAI si è spostata sulle seconde di ciascuna regione, in attuazione da oltre un anno dopo la firma dei relativi Accordi di programma quadro (APQ). Gli incontri sono finalizzati anche ad analizzare i modelli di governance realizzati per l’attuazione, per individuare eventuali criticità, ma anche per far emergere possibili modelli efficaci da replicare nelle nuove aree del periodo 2021-2027 e attuare altre politiche territoriali come quelle previste nel PNRR. Alle riunioni presenti anche referenti del Dipartimento per le Politiche di Coesione e dell’Agenzia per la Coesione territoriale.
 
L’area lombarda è formata da cinque comuni guidati da quello di Valdidentro in qualità di capofila, ricompresi tutti nella Comunità Montana, referente tecnico della Strategia. Un territorio quindi con una tradizione di cooperazione intercomunale che gestisce in forma associata una serie di servizi e funzioni e la previsione di svilupparne progressivamente altri, intenzione frenata però dalla carenza di personale e dall’impossibilità di   procedere a nuove assunzioni. Protezione civile e Centrale unica di committenza (CUC) le funzioni individuate in ottemperanza al requisito SNAI. Con l’assunzione da gennaio di una persona dedicata, la prima è entrata in una fase operativa mentre per la CUC, attiva fino a fine 2021, è stata momentaneamente sospesa la convenzione sia per mancanza di risorse umane che per l’evoluzione normativa che consente ai comuni di agire autonomamente. Uno stallo su cui i referenti del comprensorio sono intenzionati ad aprire un confronto.
 
Collaborazione collaudata che si riflette positivamente anche sulla governance organizzata per attuare gli interventi previsti, che si muove su due livelli: uno politico istituzionale con l’Assemblea dei sindaci e la Giunta della Comunità montana, e uno tecnico dato dal coordinamento tra gli uffici della Comunità montana e i referenti tecnici dei vari interventi previsti dalla Strategia d’area. In tutti e due i casi presente un raccordo con la Regione Lombardia, rispettivamente attraverso il Tavolo istituzionale che si riunisce a cadenza annuale per valutare eventuali esigenze di riprogrammazione e con il Tavolo di Monitoraggio che prevede incontri trimestrali per verificare lo stato di avanzamento, presidiare situazioni di criticità e rilevare necessità di riallineamento delle schede progetto dell’APQ.
 
Quello della Valtellina è uno dei casi che conferma l’importanza del ruolo giocato dalla Regione per semplificare l’approccio dei comuni coinvolti in un programma complesso come la SNAI.
 
“Il supporto della Regione – ha affermato Baroni – è stato necessario e indispensabile soprattutto per presidiare i rapporti con i diversi ministeri e per gli interventi finanziati con i fondi strutturali gestiti con il sostegno regionale, risultato fondamentale per andare avanti come area”.
 
Sul fronte attuativo, anche a causa della pandemia, per alcuni interventi a valere sulle leggi di stabilità è emersa l’esigenza di un riallineamento sia dei cronoprogrammi che della destinazione delle risorse.