Diritto europeo in materia di acquisti on line: la Commissione europea e le autorità nazionali preposte sempre più unite per far rispettare gli obblighi di informazione dei consumatori

Circa i due terzi dei 500 siti di commercio elettronico sottoposti a controllo violano i diritti fondamentali riconosciuti ai consumatori dal diritto della UE. Ciò è quanto emerso da una recente indagine condotta a livello europeo dalle autorità nazionali designate per la tutela dei consumatori con il coordinamento della Commissione europea.

 
Nell’ambito del mercato interno la Commissione con molteplici interventi legislativi ha definito l’insieme di norme necessarie per la tutela dei diritti dei consumatori nell’ambito delle transazioni commerciali a partire dalla Direttiva UE 83/2011, recentemente modificata dalla Direttiva UE 2161/2019 recante disposizioni per una migliore applicazione e la modernizzazione  del sistema di protezione dei consumatori, e dal Regolamento UE 2394/2017 che rafforza il sistema di cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa europea.
Quest’ultimo riconosce alle autorità designate a livello nazionale   maggiori poteri e migliora i meccanismi di collaborazione tra Commissione europea e Stati membri per porre fine alle pratiche sleali nei confronti dei consumatori.
Annualmente vengono effettuate delle indagini a tappeto su scala europea dalle autorità nazionali della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori, sulla base di un questionario comune preparato dalla Commissione europea. Il settore oggetto di indagine corrisponde alle questioni più comuni oggetto dei reclami dei consumatori. L'obiettivo è includere il maggior numero possibile di negozi online in modo da coprire gran parte del mercato in esame. L’ultima indagine condotta ha messo in evidenza un ancora troppo elevato n. di siti di commercio elettronico che non rispetta le tutele di base, in particolare:

  • oltre un quarto dei siti web controllati non informa i consumatori sulle modalità di recesso dal contratto. Si tratta di informazioni che devono essere presentate in modo chiaro e comprensibile, specificando il diritto di recedere entro 14 giorni dal ricevimento dei beni acquistati senza dover fornire alcuna motivazione; 
  • quasi la metà dei siti web controllati non fornisce informazioni chiare riguardo al termine per la restituzione dei beni acquistati, che è di 14 giorni dal momento in cui il consumatore ha comunicato al commerciante l'intenzione di recedere; 
  • in oltre un quinto dei siti web controllati il prezzo inizialmente indicato è incompleto, perché non presenta le spese di consegna, le spese postali o le ulteriori possibili spese di altro genere o informazioni sull'eventualità di tali spese; 
  • oltre un terzo dei siti web controllati non informa i consumatori in merito alla garanzia legale minima di 2 anni, che consente di beneficiare della riparazione, della sostituzione o del rimborso del bene acquistato in caso di prodotto difettoso al momento della consegna (anche se il difetto si manifesta in seguito); 
  • sebbene il diritto dell'UE imponga ai commercianti di includere sul loro sito web un link alla piattaforma per la risoluzione online delle controversie facilmente accessibile, informando i consumatori circa le possibilità di cui dispongono in caso di controversie, quasi il 45% di tutti i siti web controllati non fornisce il link; 
  • un quinto dei siti web controllati non ha rispettato il regolamento sui blocchi geografici, che consente ai consumatori di fare acquisti su siti web che non effettuano la consegna nel loro paese di residenza, a condizione che il consumatore possa ricevere il prodotto ad un indirizzo nel paese servito dal commerciante, secondo il principio "acquista come un cliente locale".

Come prossima tappa, le autorità nazionali effettueranno un'indagine più approfondita sulle irregolarità riscontrate e i commercianti saranno quindi invitati a correggere i loro siti web colmando le carenze riscontrate. Per garantire il pieno rispetto delle norme da parte degli commercianti, saranno avviate, ove necessario, apposite procedure nazionali.