Minori stranieri non accompagnati

sono 7500 i bambini assistiti dal Programma Nazionale Anci-Ministero del Lavoro

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 dicembre 1999, n.535, il Governo italiano varò il "Regolamento concernente i compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell'articolo 33, commi 2 e 2 - bis, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286" (la cosiddetta Legge Turco Napolitano) e stabilì i compiti del Comitato. In questo modo il nostro Paese diede attuazione alla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia che rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia. La convenzione fu approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed entrò in vigore il 2 settembre 1990 e rappresenta uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano e l'Italia diede esecuzione alla Convenzione con la Legge 27 maggio 1991 n.176. Con il decreto del 1999 il nostro Paese definì i compiti del Comitato per alcune importanti materie che riguardano i minori non accompagnati, assegnando particolare importanza ad alcuni temi: vigilanza sulle modalità di soggiorno dei minori, cooperazione e raccordo con le amministrazioni interessate, accertamento dello status del minore non accompagnato, svolgimento di  compiti di impulso e ricerca al fine di promuovere l'individuazione dei familiari dei minori, adozione del provvedimento di rimpatrio assistito, il censimento dei minori presenti non accompagnati. Per dare attuazione operativa a questa delicata materia, l’Anci ha realizzato Il Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, che è finanziato con il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati – Anno 2007, ed è promosso del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali. Si tratta della sperimentazione, attraverso una rete di Comuni, di un sistema nazionale di presa in carico e di integrazione con particolare riguardo alla pronta accoglienza dei minori stranieri che arrivano soli in Italia. Dopo 6 mesi dall’avvio del Programma il Comitato minori stranieri e l’ANCI si sono confrontati durante l'ultimo Forum PA sui primi risultati conseguiti e sugli elementi innovativi delle politiche sociali sperimentati a livello locale al fine di una migliore comprensione del fenomeno a livello nazionale. Anci ha realizzato il programma il collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Comitato per la tutela dei minori. Ci lavoravamo da tanto tempo - ha affermato il Responsabile del Dipartimento Immigrazione ANCI Luca Pacini - ed è la prima volta che lo Stato Centrale ha destinato risorse per i territori, così abbiamo potuto fare un bando cui hanno partecipato molti comuni e ora abbiamo una rete di 26 comuni a livello nazionale, che partecipano al programma di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati  E’ un progetto altamente sperimentale, dopo 6 mesi abbiamo già alcuni dati confortanti e teniamo molto alla collaborazione interistituzionale tra i municipi e il Governo centrale. Speriamo che il piano possa essere finanziato anche dopo questa prima tornata di sperimentazione. I primi risultati sono eccellenti e fanno parte di un’intensa attività svolta dall’Anci, infatti ogni anno mandiamo una scheda ad ogni comune italiano per ricevere dati diretti dai territori su questa tematica e i numeri stanno confermando la fondatezza dei nostri studi e ricerche. Cambiando argomento, siamo anche decisi a portare avanti il Progetto con Ancitel per dare ai comuni la funzione di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno. L'iniziativa sta andando bene, è un progetto molto ambizioso e a questo punto dobbiamo far partire il gradino successivo. Sono infatti passati due anni dall’inizio della sperimentazione e stiamo curando i contatti con il Ministero degli Interni per passare alle fasi più avanzate. In questo caso non si tratta di una semplificazione ma di un vero e proprio trasferimento di funzioni, per cui stiamo pianificando il lavoro molto accuratamente e con molta tenacia per raggiungere l’obiettivo vista la notevole dimensione del fenomeno immigrazione (per ascoltare l'intervista completa clicca qui)     Secondo il parere della Responsabile della Segreteria Tecnica del Programma Nazionale Minori dell’Anci Virginia Costa il progetto mira a creare un sistema nazionale decentrato ed in rete con un forte coinvolgimento degli enti locali. Il primo obiettivo è quello di potenziare il monitoraggio e l’approfondimento conoscitivo nelle aree di primo ingresso in Italia (in particolare in Sicilia) e i progetti in corso sono 26, i comuni coinvolti complessivamente nell’accoglienza sono 42, le Regioni 13 e le Province 27. I Comuni che fanno parte del programma hanno progettato le attività in base alle linee guida che definiscono il percorso con un periodo di 10 settimane per la pronta accoglienza del minore, il collocamento in un luogo sicuro e la scheda di rilevazione sociale finalizzata ad agevolare le procedure di accertamento dell’età e della cittadinanza. Nell’ambito del programma viene anche alimentata una banca dati on line – ha concluso Costa - dove sono raccolte ed organizzate le informazioni relative ai progetti territoriali e ai minori accolti. I dati aggiornati allo scorso 29 aprile ci dicono che il maggior numero di minori accolti proviene dall’Afghanistan con il 21%, segue il 12% del Kosovo, l’11% dell’Albania e il 10% dell’Egitto (clicca qui per l'intervista completa).               In base al D.P.C.M. del 9 dicembre 1999, n.535, il Comitato deve svolgere anche alcuni compiti a favore dei minori accolti. In particolare delibera, ai sensi dell'articolo 8, previa adeguata valutazione, secondo criteri predeterminati, in ordine alle richieste provenienti da enti, associazioni o famiglie italiane per l'ingresso di minori accolti nell'ambito dei programmi solidaristici di accoglienza temporanea nonché per l'affidamento temporaneo e per il rimpatrio, provvede alla istituzione e alla tenuta dell'elenco dei minori accolti nell'ambito dei programmi solidaristici e definisce i criteri predeterminati di valutazione delle richieste per l'ingresso di minori accolti. Con il testo unico sull’immigrazione legge 286 del ‘98 è stato creato un organo interministeriale per la gestione del fenomeno dei minori stranieri non accompagnati – ha spiegato il Vice Presidente del Comitato dei Minori Stranieri Stefano Scarpelli – mentre con il successivo D.P.C.M. oltre ai minori non accompagnati sono stati regolamentati anche i casi dei minori accolti secondo programmi solidaristici come i bambini della Bielorussia (i cosiddetti bambini di Chernobyl). I compiti fondamentali sono il censimento che va ad alimentare una banca dati e un archivio cartaceo con i bambini segnalati. Il comitato svolge anche indagini conoscitive sui nuclei familiari dei bambini, andando nei Paesi d’origine con l’aiuto di organismi internazionali. In questo momento l’incarico è svolto dall’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM). In base ai dati aggiornati allo scorso 31 marzo ci sono in Italia circa 7500 minori e di questi solo il 24% sono minori identificati, cioè che nel momento in cui vengono rintracciati hanno un documento di identità. Il restante 76% non è identificato e questo crea grossi problemi al lavoro del comitato, anche perché i bambini si aprono con molta difficoltà agli educatori (per ascoltare l'intervista completa clicca qui).  

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